IO VIDEO

Nel 1990 Cristina Lastrego e Francesco Testa hanno condensato tutte le loro esperienze di rapporti con insegnanti e bambini in giro, per le scuole, scuolone e scuolette in un bel libro dell' editore Einaudi: "Istruzioni per l'uso del televisore. Bambini e TV: una guida per genitori e insegnanti". Il libro ci dice in modo compiuto e spiritoso tutto quello che avremmo sempre voluto sapere per consentire ai bambini (ma prima ancora a noi stessi) un uso non stupido, non ipnotico del piccolo schermo, del tempo che passiamo a guardarlo, delle cose (cose di tutti i generi, va sempre ricordato) che vi trascorrono.
Insomma, il libro ci insegna a guardare la televisione usando tutta la nostra intelligenza, prima, durante e, per il possibile, dopo.
Per la verità, a un certo punto del loro delizioso libro Lastrego e Testa avvertono anche il bisogno di integrare i loro consigli in tema di ricezione con alcune pagine che
riguardano la possibilità e, anzi, l'opportunità di abituare bambini e ragazzi alla videoregistrazione.

I due autori ci dicono che cosa può essere utile insegnare a videoregistrare e quanto, a loro giudizio, è importante che i bambini imparino a usare un videoregistratore. Ma nel loro aureo libretto si limitano a farci venire l'appetito e non ci dicono altro.

Ermanno De Biagi ha scritto per dir così il seguito del libro di Lastrego e Testa. Anche lui viene da esperienze di animazione, di vagabondaggio per le scuole, tra insegnanti e bambini. E ora le condensa in questo libro che ci insegna in che modo è possibile imparare l'uso della videoregistrazione attiva per produrre un video.

Naturalmente De Biagi non vuole trasformarci in tanti Fellini e Antonioni e Moretti.

Vuole però metterci in condizione di uscire dal nostro stato di semianalfabetismo televisivo.

Vedere la televisione senza saperla fare è proprio, ormai, come sapere soltanto leggere senza sapere scrivere. Una delle più antiche tra le innumeri storielle sulla Benemerita, ma anche sui fiamminghi (quando la raccontano i valloni) o sui valloni (se la raccontano i fiamminghi), dice appunto che a cagione di ciò, perché uno sa solo leg-gere e l'altro solo scrivere, i valorosi militi (e i fiamminghi, o i valloni) amano camminare sempre a due a due.
De Biagi cerca di trarci fuori da questa condizione di dimezzati. Leggere, o almeno guardare, un po' lo facciamo tutti. Lui ci insegna anche a scrivere. 

E questo è l'obiettivo: dare a tutti tutte le possibilità che la televisione ci mette a disposizione. insegnarci a guardarne le immagini (e a scegliere) capendole davvero perché abbiamo imparato almeno l'abbiccì del produrle e montarle in sequenze. 

Naturalmente, bisogna ora che "IO VIDEO. Guida e dizionario del Video Attivo" cammini tra la gente, entri nelle scuole, sia utilizzato da insegnanti, ragazze e ragazzi.

Nei momenti più cupi degli anni settanta, ricordiamo in molti con affetto la figura di Ermanno che studiava allora da filosofo e filosofo del linguaggio, per la sua bravura di studente, certo, ma anche per la sua capacità di sorriso e di animazione, dentro e fuori delle aule universitarie e scolastiche.

Il suo vecchio professore con l'antico affetto ora non solo può, ma deve -deve nel pubblico interesse- augurare al suo libro di aiutarci, in questi anni novanta, a capire, praticandola, l'arte del video che ci circonda e avvolge.

Tullio De Mauro

 

 

Leggere un libro per imparare ad usare il video. Proprio così.

Ancora una volta è il libro lo strumento a cui ricorrere se si vuole imparare qualcosa di nuovo.

Libro e video non sono nemici, e chi vuole avvicinarsi al mondo delI'immagine elettronica in maniera non episodica, ma operativa, attiva, interattiva, può proprio cominciare da qui, dalle pagine che seguono.
Questo libro, una sorta di abbecedario del video, mette alla portata di tutti informazioni e istruzioni per l'uso, astuzie e trucchi del mestiere.

Insomma, fornisce al lettore un pacchetto di competenze audiovisive di base - hard e soft - la cui diffusione rappresenta un serio contributo alla crescita del livello medio di alfabetizzazione audiovisiva.

Indirizzato a tutti, "lo Video“ trova un pubblico privilegiato in operatori e utenti delle strutture pubbliche - comuni, scuole, biblioteche, ecc. -, in videoamatori esigenti e in tutti quelli che potrebbero trarre giovamento da un uso appropriato di mezzi e sistemi audiovisivi nell' ambito delle proprie attività lavorative e ricreative.

Un libro per non essere schiavi della televisione ed essere padroni del video, usandolo in modo consapevole e costruttivo, personalizzato e creativo, evitando i rischi del consumo passivo.

Per poter dire con un "archeologismo" appropriato: "lo Video".

Redazione e stampa sono state patrocinate dalla Provincia di Roma.

ERMANNO G.M. DE BIAGI

si laurea nel 1977 in Filosofia del Linguaggio discutendo una tesi sperimentale su “I ruoli della gestualità nella comunicazione umana" , comprendente alcune parti girate in videotape.

E da allora - ma la causalità è inversa a quella che appare - inizia una intensa attività di autodidatta in un campo che nascondeva ancora infinite potenzialità espressive ed artistiche.

La ricerca e la documentazione audiovisiva proseguono incessantemente, prima con la Cooperativa di servizi culturali "Collettivo G“ poi con una avventurosa e stimolante attività di produttore indipendente, con il marchio "Video Artigiano" .

Né mancano, a completarne la preparazione, significative esperienze professionali ed artistiche in campo televisivo, musicale, radiofonico e cinematografico.

TOMO EDIZIONI s.r.l.

Viale Etiopia, 18

00199 Roma - tel. 8608452

 

 

 

Caso TIME:

la risposta dell'editore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi la Lettera al Managing Editor del TIME, Richard Stengel

 

Ecco la Risposta dell'editore del TIME Robin Bierstedt

 

 

 

 

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